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Carnevali e Maschere della Lucania — a valenza antropologica e culturale
Il funerale di Carnevale a Cirigliano: il fantoccio disteso, circondato dai figuranti in costume e da Quaremma

Carnevali Lucani · Gli otto riti

Cirigliano

I Mesi, le Stagioni e il funerale di Carnevale

I Mesi e le Stagioni Ultimi tre giorni di Carnevale

Il Carnevale di Cirigliano, piccolo borgo della provincia di Matera, è una delle tradizioni carnevalesche più particolari della Basilicata. Il suo elemento distintivo è il corteo dei Mesi dell’anno e delle Quattro Stagioni, che attraverso maschere, versi e rappresentazioni racconta il rapporto tra il tempo, la natura e il lavoro agricolo.

La manifestazione si svolge nei giorni che precedono il Martedì Grasso e culmina con il funerale e il rogo di Carnevale, accompagnato dai lamenti di Quaremma.

I MESI E LE STAGIONI

Il calendario diventa una sfilata

Le maschere rappresentano i dodici mesi dell’anno e le quattro stagioni, ciascuno caratterizzato da un costume e da testi recitati.

I personaggi sono guidati da Capodanno, maschera principale del corteo, e percorrono le strade del paese recitando versi tramandati nel tempo.

Le poesie richiamano le caratteristiche dei diversi periodi dell’anno, dalla primavera alla raccolta dei prodotti agricoli, fino ai lavori e alle attività legate alla vita contadina.

Il calendario diventa così una vera e propria rappresentazione collettiva del ciclo annuale della natura e del lavoro.

LE MASCHERE

Capodanno, i Mesi e Quaremma

Tra i protagonisti della rappresentazione c’è Capodanno, che guida il corteo e introduce le altre maschere.

Ogni mese e ogni stagione è rappresentato da un figurante con un abito caratteristico e con versi dedicati alle proprie peculiarità.

Accanto a loro compare Quaremma, moglie di Carnevale, che segue il corteo con i suoi lamenti funebri.

La sua presenza introduce la dimensione della fine del Carnevale e dell’inizio della Quaresima, trasformando la festa in una rappresentazione che alterna ironia, comicità e momenti rituali.

LE POESIE

La tradizione orale

Una parte fondamentale del Carnevale di Cirigliano è costituita dalla recitazione dei versi.

Le poesie, tramandate di generazione in generazione, vengono recitate dai figuranti durante il percorso e sono legate ai mesi, alle stagioni e ai prodotti della terra.

Il linguaggio conserva caratteristiche popolari e una forte componente ironica. La parola diventa così uno degli strumenti principali attraverso cui la comunità conserva e trasmette la memoria del rito.

IL CORTEO FUNEBRE

La bara di Carnevale

Uno degli elementi più caratteristici è la presenza della bara di Carnevale.

I Mesi e le Stagioni accompagnano il corteo funebre mentre Quaremma manifesta il proprio dolore per la morte del marito.

La scena rappresenta la conclusione simbolica del periodo carnevalesco e il passaggio verso la Quaresima.

Il funerale mantiene però la dimensione ironica tipica del Carnevale: il lutto viene trasformato in una rappresentazione pubblica nella quale il sacro e il profano convivono.

IL ROGO

La fine del Carnevale

Il rito culmina con il falò, durante il quale Carnevale viene bruciato.

Il personaggio è inizialmente interpretato da un giovane del paese e, nella fase conclusiva, viene sostituito da un fantoccio.

Il rogo rappresenta la fine del Carnevale e l'ingresso nel periodo della Quaresima, chiudendo simbolicamente il ciclo della festa.

IL RAPPORTO CON LA CULTURA CONTADINA

Il tempo, la terra e il lavoro

Il Carnevale di Cirigliano conserva un forte legame con la cultura rurale.

I Mesi e le Stagioni non sono semplicemente personaggi, ma rappresentano il calendario attraverso il quale la comunità contadina organizzava il lavoro, la semina, la raccolta e le attività legate alla terra.

I versi dedicati ai diversi periodi dell’anno restituiscono quindi una memoria del rapporto tra tempo, agricoltura e vita quotidiana.

UNA TRADIZIONE VIVA

Il Carnevale di Cirigliano continua a essere una manifestazione costruita attraverso la partecipazione della comunità.

La preparazione dei costumi, la trasmissione dei versi, l’interpretazione delle maschere e la realizzazione del corteo coinvolgono generazioni diverse.

La sua particolarità sta nella capacità di trasformare il calendario agricolo in una rappresentazione teatrale popolare, mantenendo insieme memoria contadina, poesia orale, ironia e rito.

Il Carnevale Antropologico Ciriglianese è oggi riconosciuto dalla Regione Basilicata tra i beni del patrimonio culturale immateriale.

Il gruppo dei figuranti del Carnevale di Cirigliano in posa davanti a un portone del borgo
Ritratto di un figurante del Carnevale di Cirigliano, in giacca, cravatta a farfalla e cappello, con un fiore all’occhiello
Ritratto di una figurante anziana del Carnevale di Cirigliano, con il capo coperto da un fazzoletto

In sintesi

Luogo
Cirigliano, Basilicata
Elemento distintivo
corteo dei Mesi e delle Quattro Stagioni
Maschere principali
Capodanno, Mesi, Stagioni e Quaremma
Periodo
giorni precedenti il Martedì Grasso e Martedì Grasso
Elemento rituale
bara di Carnevale
Tradizione
versi recitati e trasmissione orale
Temi
tempo, natura, agricoltura e ciclo della vita
Conclusione
funerale e rogo di Carnevale
Valore culturale
patrimonio immateriale e identità della comunità

Fonti

  1. De Martino, Ernesto, Sud e magia, Feltrinelli, Milano, 1959.
  2. Spera, Vincenzo M., Il Carnevale in Basilicata. Tradizione, rito e cultura popolare, Edizioni Basilicata, Potenza.
  3. Scaldaferri, Nicola (a cura di), Santi, animali e suoni. Feste dei campanacci a Tricarico e San Mauro Forte, Nota, Udine, 2005.
  4. Buttiglione, L., Il Carnevale antropologico di Cirigliano, pubblicazione dedicata alla tradizione carnevalesca ciriglianese.
  5. AA.VV., Carnevali e maschere della Basilicata, Regione Basilicata, Dipartimento Cultura e Turismo.
  6. AA.VV., Il patrimonio culturale immateriale della Basilicata, Regione Basilicata.

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