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Carnevali e Maschere della Lucania — a valenza antropologica e culturale
Decine di Rumìt, interamente ricoperti d’edera, fermi fra i tronchi di un bosco spoglio

Carnevali Lucani · Gli otto riti

Satriano di Lucania

Il Rumìt, l’Orso e la Foresta che cammina

Il Rumìt Domenica prima del Martedì Grasso

Il Carnevale di Satriano di Lucania, nel territorio del Melandro, è una delle tradizioni più riconoscibili del patrimonio carnevalesco lucano. Il suo elemento distintivo è il Rumìt, la maschera dell’eremita ricoperta di edera, affiancata dall’Urs, l’Orso, dalla Quaresima e dalla Zita.

La tradizione è fortemente legata al rapporto tra comunità e ambiente naturale. Negli ultimi anni questa relazione è stata sviluppata attraverso la Foresta che cammina, composta da numerosi Rumìt che trasformano la maschera individuale in una rappresentazione collettiva del bosco.

IL RUMÌT

L’uomo ricoperto d’edera

Il Rumìt, dal termine che significa “eremita”, è la maschera più caratteristica del Carnevale di Satriano.

Tradizionalmente il figurante ricopre completamente il corpo con rami e foglie di edera, rendendo irriconoscibile la propria identità. Porta con sé un bastone sulla cui estremità è legato un ramo di pungitopo.

Il Rumìt procede in silenzio e, secondo la tradizione, bussa alle porte delle abitazioni chiedendo un’offerta. Il dono ricevuto viene accolto senza che tra la maschera e chi apre la porta avvenga un vero dialogo.

L’URS

La maschera dell’Orso

Accanto al Rumìt compare l’Urs, l’Orso, una figura completamente ricoperta di pelli e caratterizzata da un comportamento più fisico e rumoroso.

L’Orso porta un campanaccio e si muove tra le persone con atteggiamenti spesso minacciosi e imprevedibili.

La figura ha avuto nel tempo diverse interpretazioni e trasformazioni. Nella memoria contemporanea di Satriano è stata collegata anche alla figura dell’emigrante di ritorno, mentre oggi viene rappresentata utilizzando anche materiali ecologici in sostituzione delle pelli tradizionali.

LA QUARESIMA

Il passaggio tra Carnevale e Quaresima

La Quaresima è una figura femminile vestita a lutto, riconoscibile soprattutto per la culla portata sulla testa.

La maschera rappresenta la conclusione del periodo carnevalesco e l’ingresso nella Quaresima. La sua presenza introduce quindi una dimensione più composta e legata al passaggio rituale tra festa e periodo quaresimale.

Le Quaresime possono essere accompagnate dalle prefiche, figure che partecipano al corteo attraverso lamenti e canti funebri.

LA ZITA

Il matrimonio e lo scambio dei ruoli

Tra le espressioni tradizionali del Carnevale di Satriano c’è anche la Zita, una rappresentazione del matrimonio caratterizzata dallo scambio dei ruoli tra uomini e donne.

Il corteo nuziale e la festa diventano occasione per mettere temporaneamente in discussione i ruoli abituali della comunità, secondo uno dei meccanismi tipici della cultura carnevalesca.

La Zita rappresenta quindi una dimensione più teatrale e collettiva del Carnevale, nella quale il travestimento diventa strumento di gioco e di rovesciamento.

LA FORESTA CHE CAMMINA

Dal Rumìt individuale alla rappresentazione del bosco

Una delle principali trasformazioni contemporanee del Carnevale di Satriano è la Foresta che cammina.

Nata nel 2014, riprende la figura tradizionale del Rumìt trasformandola in una presenza collettiva: decine di persone ricoperte di edera avanzano insieme come una vera e propria foresta in movimento.

Il progetto ha dato alla maschera una nuova funzione, legandola alla tutela degli alberi, dei boschi e dell’ambiente. La partecipazione di 131 Rumìt, numero corrispondente ai comuni della Basilicata, è diventata uno degli elementi più riconoscibili della manifestazione contemporanea.

IL CORTEO

Maschere, musica e comunità

Il Carnevale si sviluppa attraverso cortei, maschere, musica e partecipazione collettiva.

I Rumìt, gli Orsi, le Quaresime e le altre figure attraversano il paese, mentre musicisti spontanei e gruppi organizzati accompagnano la festa.

La tradizione conserva anche il rapporto tra maschera e comunità attraverso la questua, con le visite alle abitazioni e la raccolta di offerte.

La festa coinvolge quindi non soltanto chi indossa le maschere, ma l’intero paese, che partecipa alla preparazione, ai cortei e alle diverse rappresentazioni.

TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ

Un Carnevale in continua trasformazione

Il Carnevale di Satriano mostra in modo evidente come una tradizione possa rinnovarsi senza perdere i propri elementi identitari.

Il Rumìt, l’Urs, la Quaresima e la Zita appartengono alla memoria storica della comunità, mentre la Foresta che cammina ha sviluppato una nuova interpretazione del rapporto tra maschera e ambiente.

A queste forme si affiancano oggi carri ecologici, laboratori, musica e attività culturali, costruendo un Carnevale capace di coinvolgere nuove generazioni e visitatori.

UN PATRIMONIO VIVO

Il Carnevale di Satriano di Lucania mantiene una forte identità attraverso il rapporto tra maschera, natura e comunità.

Il Rumìt rappresenta il legame con il bosco; l’Urs conserva la dimensione animale e rituale; la Quaresima segna il passaggio verso un nuovo periodo dell’anno; la Zita introduce il gioco e il rovesciamento dei ruoli.

La Foresta che cammina aggiunge a questo patrimonio una sensibilità contemporanea, trasformando la tradizione in uno strumento di riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.

È questa continuità tra memoria e reinterpretazione a caratterizzare oggi l’identità del Carnevale di Satriano.

I Rumìt scendono in fila dal bosco; sullo sfondo si vede il paese di Satriano di Lucania
I Rumìt fra gli alberi, con la valle e le colline lucane sullo sfondo
Due maschere del Carnevale di Satriano con il volto dipinto di bianco e nero e il capo coperto da un cappuccio scuro

In sintesi

Luogo
Satriano di Lucania, Basilicata
Maschera simbolo
Rumìt
Altre maschere
Urs, Quaresima e Zita
Elemento distintivo
edera e rapporto con il bosco
Rito tradizionale
questua dei Rumìt e cortei delle maschere
Musica
strumenti e gruppi spontanei
Tradizione contemporanea
La Foresta che cammina
Tema
rapporto tra uomo, natura e comunità
Periodo
giorni precedenti il Martedì Grasso
Valore culturale
patrimonio immateriale e tradizione in continua evoluzione

Fonti

  1. Spera, Enzo, Il Romita, l’Orso e la Vedova Bianca, Quaderni, Edizioni La Scena Territoriale, 1982.
  2. Giuliano, Vincenzo, Il riscatto di un popolo in maschera. Storia del Carnevale dell’Appennino Lucano, Valentina Porfidio Editore.
  3. Ferracuti, Sandra, “Nuova linfa per (il Rumìt di) Satriano di Lucania: eredità culturali e ritualità contemporanee in un paese della Basilicata”, in R. Bonetti, A. Simonicca (a cura di), Etnografia e patrimonializzazione, CISU, Roma, 2016, pp. 81-106.
  4. Ferracuti, Sandra, “Carnevali e ‘riti di paesaggio’ a Satriano di Lucania”, Archivio di Etnografia, n. 1-2, 2016, pp. 47-66.
  5. D’Imperio, Nico; Perrone, Rocco, Il Rumit. La favola ecologica nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Al Parco Onlus / Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, 2014.
  6. Crovato, Alvise; Ferracuti, Sandra, “Come due gocce d’edera. Innesti teatrali nella ‘Foresta che cammina’ di Satriano di Lucania”, Archivio di Etnografia, n. 2, 2023, pp. 83-111.
  7. Smeraldo, Elisa, “Tra rito e teatro: la ‘foresta che cammina’ nel Carnevale di Satriano di Lucania”, Mimesis Journal, vol. 14, n. 1, 2025, pp. 153-172.

Ospitalità e come arrivare

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